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Di
raffinata inconsistenza
Ridono
di me
le
ombre di vite mai nate,
sorrisi
pungenti
lacerano
i loro bersagli
senza
sapere
cosa
denigrano coi ghigni,
beata
ignoranza
che
li rende liberi e felici.
Dicono
di me
che
sono un tipo strano,
idioti
e saggi
temono
la mia sincerità
elevando
muri
di
logiche conclusioni:
squilibrato
mortale
che
osa riflettere ancora!
Ascolto
consigli
generati
da secoli d’umanità,
invoco
il diritto di vivere
la
mia vita come unica.
Attimi
pesano secoli
tra
le mie mani logore di passato,
liquide
intuizioni
in
un pozzo senza padroni.
Leggo
di me
giudizi
affrettati e fiacchi,
urlo
rabbia
ed
ascolto deboli mormorii
mentire
ancora
davanti
alla dura evidenza;
esistenze
sprecate
sognando
esperienze negate.
Ascolto
consigli
generati
da secoli d’umanità,
invoco
il diritto di vivere
la
mia vita come unica.
Attimi
pesano secoli
tra
le mie mani logore di passato,
liquide
intuizioni
in
un pozzo senza padroni.
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